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Blog · Ecologia

Arruolarsi o metterci la faccia

Roberto2 minuti di lettura
Monte Bianco

In molti ambienti si cerca prevalentemente di ricevere un ruolo. E' una funzione che l'organizzazione o l'istituzione riconosce a qualcuno sia al suo interno sia al suo esterno. Spesso questa ricerca e questa offerta si incontrano e si alimentano a vicenda. Questo fenomeno mi pare possa rappresentare un sintomo di un riduzionismo di se stessi che riguarda sia la persona sia l'ambiente che lo crea. Riduce l'istituzione o l'organizzazione solo al funzionamento più o meno riuscito e la orienta a quantificare le sue prestazioni senza curarsi di aspetti qualitativi. Riduce la persona a sottostare a delle richieste che la gratificano e la ricompensano ma che non mettono a rischio nulla della propria originalità e conduce all'uniformità operativa. Se il merito è misurato solo quantitativamente e si premia a cascata questo tipo di merito, la riduzione è pronta sia per la società sia per gli individui.

Allora: quale società cerchiamo? Quale umanità piena cerchiamo?

Come viviamo il ruolo che abbiamo nei gruppi, in famiglia, in coppia, nella società, nelle aziende, nello stato?

Dove stanno la mia e la tua faccia? Abbiamo maschere, filtri, stereotipi, modelli, livelli che rischiano di appiattirci, annebbiarci, spegnerci, nasconderci. Diceva alcuni anni fa don Luigi Ciotti, a proposito della mafia, che occorre metterci la faccia. Non è tutto, ma la mia faccia mette allo scoperto chi sono, cosa penso, cosa desidero, cosa sogno, cosa spero, cosa faccio. Ecco, vorrei incontrare molti che ci mettono la faccia oltre il ruolo.

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