Credibile e affidabile

Diverse volte, dopo aver incontrato i miei studenti, mi sono chiesto se ero stato credibile e affidabile con loro.
Perchè è importante questa domanda?
Perchè non è scontato che nell'incontro con un'altra persona rimanga in me qualcosa;
perché quello che viene percepito può essere parziale o minimale rispetto a quanto mi viene offerto o a quanto ho sperimentato;
perchè quello che viene comunicato può essere considerato come non utile, non adeguato, non indirizzato a me;
perchè si può sempre temere l'inganno o il tradimento;
perchè si può temere l'imposizione; perchè può non interessare o non piacere quanto viene detto; oppure può non toccare l'interiorità della persona rimanendo in superficie;
oppure perché sono stato superficiale nell'ascolto o sono stato distratto prima che finisse di rivolgersi a me;
perché può essere stata colta una parte, forse secondaria, rispetto all'insieme e al cuore del messaggio.
Allora quando si è credibili e affidabili per un'altra persona?
Mi sembra che la credibilità riguardi la promessa di vita che si fa a qualcun altro: è per la mia crescita oppure no? è realizzabile oppure no? è positiva o distruttiva? Ha a che fare con la realtà o è una bugia, una menzogna, una falsità?
L'affidabilità mi sembra riguardi più le scelte fatte da chi fa la promessa di vita ad un altro: è coerente con quanto dice? è cresciuto umanamente seguendo quanto dice? si vede che ha scelto quanto dice? è testimone, insomma, di quella promessa di vita? mi sta dicendo qualcosa della sua umanità o di quella di altri?
Credibilità e affidabilità hanno pertanto a che fare con la fiducia.
La fiducia richiede sempre una valutazione delle promesse fatte: sono realistiche o alienanti? mi impegnano per la vita o mi rimandano sempre altrove? sono per la mia verità o per negarmi o nascondermi? sono comprensibili dalla mia intelligenza oppure no? richiedono la mia volontà e la mia decisione oppure no? muovono i miei affetti o le mie paure? aumentano il mio coraggio o mi scoraggiano? mi indicano delle mete e dei passi oppure mi fanno stare fermo? mi attraggono o le pretendo? stimolano la mia intelligenza a chiedermi cosa devo fare oppure mi aspetto tutto dall'altro?
Se le risposte sono del primo tipo, mi pare che si possa accettare il bene promesso per la propria vita come dono e compito per il proprio cammino; mi pare si possa essere riconoscenti a chi illumina un pezzo di strada che spetta a me poi compiere; mi pare ci si possa sentire riscaldati da quella promessa anche nei momenti di fatica, di buio, di disorientamento riandando a quell'esperienza originaria di fiducia come illuminazione di un tratto di sentiero da percorrere, mi pare che si possa rimanere legati a chi ci ha donato una traccia della propria umanità.
Scritto da Roberto · EcologiaTutti gli articoli →

